Storia

 Lampedusa, in antichità Lopadùsa (Λοπαδοῦσσα in greco), fin dal 700 a.C. è stata un grande crocevie di popoli e culture, come ad esempio FeniciGreciRomani e Arabi che hanno lasciato tracce ben evidenti del loro passaggio.

I Romani sfruttarono Lampedusa per impiantarvi uno stabilimento per la lavorazione del pesce e per la produzione del garum, una salsa di pesce molto diffusa in età imperiale.

Gli Arabi sono coloro che lasciarono più impronte su quest'isola perché la utilizzarono come approdo nel corso delle loro scorribande piratesche, anche molto tempo dopo la cacciata ufficiale dalla Sicilia.

Successivamente, per un lungo periodo, l'isola rimase in tranquilla attesa di nuovi abitanti.

Nel 1630 Giulio Tomasi, Principe di Lampedusa e Linosa, avo dell'autore de Il Gattopardo, fu eletto dal re di Spagna di questo titolo nobiliare.

Nel 1760 fu colonizzata da sei francesi seguiti, dopo sedici anni, da un nucleo familiare maltese. In seguito fu un susseguirsi di piccoli gruppi di agricoltori capeggiati ora da maltesi ora da inglesi. Anche i Russi tentarono l'acquisto dell'Isola per poter insediarvi una colonia di sudditi della zarina.

Nel 1800 i Tomasi cedettero le Pelagie a Ferdinando II di Borbone.  

Nel 1843 il cavaliere Bernardo Maria Sanvisente, con titolo di governatore, sbarca sull’isola agli ordini di Re Ferdinando II, con l’incarico di rendere coltivabile tutto il terreno dell'isola ed insediandovi circa 150 abitanti di Pantelleria che utilizzarono anche a Lampedusa i dammusi, tipiche costruzioni della loro isola.

Vengono realizzate le "grandi opere" di Lampedusa: sette palazzi (tuttora esistenti), case e strade per i nuovi abitanti, frantoi, magazzini, piccoli stabilimenti per il trattamento del pesce, perfino il cimitero. Nel frattempo dalla Sicilia arrivano sempre più richieste di produzione di carbone vegetale, ovvero di alberi da tagliare e bruciare, destinati alla crescente domanda di energia della grande rivoluzione industriale in corso in Europa.

Re Ferdinando, piu' interessato ai ducati che alla salvaguardia dell'ambiente dell'isola, concede senza problemi le autorizzazioni di produzione di carbone vegetale, acconsentendo il disboscamento indiscriminato di Lampedusa, tra le proteste del governatore Sanvisente. In pochi anni, l’Isola perde la propria vegetazione; di conseguenza, le coltivazioni, sempre più esposte ai forti venti, diventano più difficili e meno redditizie. Il Governatore Sanvisente non ci sta e si dimette dalla sua carica. Con le foreste disboscate e il terreno via via sempre piu' arido, l'economia di Lampedusa si sposta definitivamente verso la pesca, e l'aspetto morfologico di Lampedusa si avvia a diventare quello odierno: roccioso, brullo e ventoso.

Nel 1861 gli isolani divennero sudditi del Regno d'Italia che vi impiantò nel 1872 una colonia penale, poi soppressa nel secolo successivo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Lampedusa riveste un ruolo molto importante per la propria posizione altamente strategica, in mezzo al Mediterraneo tra Sicilia, Malta, Libia, Tunisia. Sull'Isola vengono di conseguenza erette fortificazioni, camminamenti, caserme. Con la fine della seconda guerra mondiale, Lampedusa nel 1960 vede nascere finalmente le strutture moderne essenziali: una centrale elettrica, il collegamento telefonico con la terraferma, un dissalatore ed infine, nel 1968, l’aeroporto civile. L'economia dell'isola tuttavia, rimane ancora totalmente legata alla pesca.

Il 15 Aprile 1986 alle 17:30 una motovedetta libica, su ordine del colonnello Gheddafi, lancia due missili SCUD verso l'installazione radio americana LORAN a Lampedusa. L'isola balza improvvisamente alle cronache di tutto il mondo, si diffonde la notizia che due missili abbiano mancato il bersaglio e siano finiti in mare. Per settimane si parla di Lampedusa in tutto il mondo, e da quel giorno Lampedusa, isola incontaminata e persa nel blu del Mediterraneo, diventa meta di un crescendo di turisti. Dal 1986 l'economia dell'isola cambia radicalmente e molto velocemente, tanto che i pescatori diventano operatori turistici, e nascono numerosi alberghi, ristoranti, negozi e strutture.

 

Oggi, il continuo arrivo di immigrati dalle coste africane porta l'isola all'attenzione di tutti, avvicinando in modo contrastante storie di disperazione alla quotidianità dei lampedusani e dei turisti in vacanza. Inizialmente, negli anni passati, a causa dei continui sbarchi, il turismo e l'economia dell'isola ne risentirono, ma oggi grazie all'impegno degli isolani e di numerose organizzazioni il problema è stato contenuto, tanto che i turisti non percepiscono nessun disagio ed i migranti vengono subito soccorsi al largo della costa.